Questo sito può utilizzare cookies tecnici e/o di profilazione, anche di terze parti, al fine di migliorare la tua esperienza utente.

Proseguendo con la navigazione sul sito dichiari di essere in accordo con la cookies-policy.   Chiudi

Una Gertrude a Montescudaio

“ Gertrude a Montescudaio?” Questa domanda nei giorni scorsi ha fatto sobbalzare i “pochi”  venuti a conoscenza della notizia. Durante gli scavi per il recupero dei siti di interesse archeologico,tra i resti dell’abbazia medievale di S.Maria , sono state rinvenute le spoglie di tre suore benedettine e… di un bambino di circa 4 anni. Un orfanello raccolto dalle sorelle o un figlio segreto cresciuto lontano da occhi indiscreti? Inutile dire che il confronto con la monaca di Monza, la celeberrima Gertrude manzoniana, è stato immediato e subito ha agitato sogni e lingue di chi ha saputo della scoperta. Possibile che un simile segreto non sia mai trapelato?

 

Facciamo un passo indietro. Un anno fa a Montescudaio partì il progetto comunale, in collaborazione con l’Università di Pisa, dipartimento di archeologia medievale, per il recupero dell’antica Badia  (1000 d.C) fondata dai Della Gherardesca e situata sulla strada delle Mandriacce, il sentiero che dal cuore del borgo pisano scende verso il fiume.

 

In realtà quasi nessuno ormai ne conosce l’esistenza anche perché, dopo la sua chiusura, risalente al 1500 circa, il luogo è andato in rovina e si è gradualmente interrato,  tanto da veder crescere sui suoi resti addirittura una lecceta. Ma gli abitanti del posto confessano di tener molto a quei ruderi e anche quando un privato acquistò la terra su cui un tempo troneggiava la Badia, non persero la speranza di vederla riemergere un giorno in tutto il suo splendore. Così quando il Comune nel 2004 decise di varare il progetto per il recupero dell’area, gli studiosi incaricati di metterlo in pratica trovarono un paese gonfio di gratitudine. Certo nessuno si aspettava una simile sorpresa e quando  qualche giorno fa è stato riportato alla luce, nello stupore generale ma soprattutto nel luogo riservato alla sepoltura delle abitanti del Convento, uno scheletro troppo piccolo per essere quello di una suora, commenti e paragoni non sono stati risparmiati.

Ora non resta che aspettare che l’equipe di esperti alzi il velo del mistero: intanto sarebbe interessante conoscere il sesso del bambino, la sua età e, chissà che grazie alle nuove tecnologie non salti fuori anche una qualche parentela con la suora con l’anello (probabilmente la Badessa) seppellita, come una  madre amorevole, proprio al suo fianco.

Tags: -